Le due riflessioni seguenti sono tratte dal forum del Veggie Pride francese: Coralie Fambrini e Sara Fergé, entrambe organizzatrici, rispondono al messaggio di una militante che auspica un'impostazione «più allegra»...
Tutti gli anni ci viene detto che il Veggie Pride è un evento troppo triste e che bisognerebbe trasformarlo in qualcosa di festoso, al fine di attirare un numero maggiore di persone. Ma lo scopo del Veggie Pride non è assolutamente attirare più persone possibile ogni anno, o dar voglia alla gente di partecipare a questa manifestazione. Il suo scopo è di trasmettere un messaggio chiaro alla società: si può vivere senza uccidere, noi non mangiamo carne né pesce per non uccidere animali, noi denunciamo il massacro di animali, noi vogliamo mostrare la nostra esistenza per provare che è possibile vivere senza mangiare la loro carne.
Ovviamente, se un numero maggiore di vegetariani si unirà a noi l'anno prossimo non potremo che rallegrarcene; ma occorre che vengano a questa manifestazione perché aderiscono al manifesto e vogliono mostrarlo, non per festeggiare e veder gente... altrimenti, che senso avrebbe?
Ci è stato detto, ad esempio, che «i vegetariani non sono esseri tristi, amareggiati, che pensano solo a rompere le scatole agli 'onnivori' con le loro verità, ma portano in sé anche la convivialità, la vita, la gioia, sanno ridere, divertirsi».
Personalmente, non credo che si possa generalizzare in questo modo! I vegetariani possono essere persone molto diverse. Alcune/i sono felici di vivere, altre/i sono depresse/i; alcune/i adorano cucinare e mangiare, ed altre/i se ne fregano; alcune/i fanno sport, altre/i vi sono allergici; alcune/i sorridono facilmente, altre/i no; ce ne sono di misantropi e di compagnoni... Non mi va che il Veggie Pride trasmetta messaggi falsi, ma al contrario, che le persone che rifiutano di mangiare gli animali possano esprimersi nella loro diversità! Ci sono vecchi, giovani, persone riservate, altre che ridono, alcune che piangono...
Ci è stato anche detto che slogan come «gli animali mi adorano», «sono un eroe, chiedetemi perché» o ancora «fate l'amore, non gli hamburger», sarebbero positivi per il Veggie Pride.
Alcune persone adorano la compagnia di animali non umani, ma altre non hanno questo «feeling»: ciò non impedisce loro di non mangiarli. La questione di «amare gli animali» non è il tema del Veggie Pride. Quanto al fatto di presentarsi come un eroe, sia pure in modo autoironico, potrebbe apparire pretenzioso: non è perché siamo fieri di rifiutare di partecipare al massacro di animali che ci prendiamo per degli eroi.
L'ingiunzione «fate l'amore», poi, è doppiamente problematica. Non solo non ha alcun rapporto con la scelta di mangiare o no gli animali, ma in più va contro la libera scelta di ciascuno: ci sono per esempio persone che scelgono l'astinenza, con quale diritto potremmo dir loro cosa fare del loro corpo? Qualunque sia la nostra opinione in merito, è chiaro che il Veggie Pride non è fatto per trasmettere slogan di questo tipo.
Ci è stato anche proposto di «chiedere ai partecipanti di venire con maschere e costumi divertenti o originali e soprattutto di sorridere».
Non sono per niente d'accordo sul chiedere alla gente di comportarsi in un questo o quest'altro modo. Ci manca solo che le persone siano obbligate ad esibire un sorriso finto... Trovo giusto che alcune/i sorridano, che altre/i piangano, insomma che ognuno sia naturale, spontaneo! Quanto a maschere e costumi, nello staff del Veggie Pride nessuno è contro: chi ha voglia di venire mascherato lo può fare di sua iniziativa, non per imposizione.
Ci è stato poi detto di «smettere di aggredire i clienti di fast-food, kebab, macellerie, etc., attraverso i nostri slogan e i nostri atteggiamenti».
Sono abbastanza d'accordo, non è molto costruttivo mettersi lì davanti e gridare o fischiare; ma bisogna dire che questo non è stabilito nel programma del corteo, sono alcune/i manifestanti che lo fanno spontaneamente. Come organizzatori, non abbiamo mai incoraggiato grida e fischi.
Un ultimo slogan è rappresentativo di cosa il Veggie Pride non è: «chi ci ama ci segua».
Non c'è un gran rapporto con il manifesto del Veggie Pride; non chiediamo alla gente di amarci, o di amare gli animali, ma solo di prendere atto che possiamo vivere senza mangiarli e che ne denunciamo il massacro.
È un messaggio molto semplice ma difficile da far accettare alla nostra società. Per questo abbiamo più che mai bisogno di valorizzarlo nel Veggie Pride, piuttosto che di cercare di mitigarlo o camuffarlo.
Coralie Fambrini
Lo scopo del Veggie Pride è permettere ai vegetariani di affermarsi, di affermare la legittimità della loro scelta, di essere più forti di fronte agli attacchi o alle prese in giro che subiscono continuamente. Non possiamo raggiungere questo obiettivo nascondendo quello che proviamo.
Se alcune/i provano gioia nell'essere vegetariane/i, tanto meglio! Nessuno impedirà loro di manifestare questa gioia al Veggie Pride, di portare maschere e costumi, di sorridere ai passanti. Personalmente, provo della sofferenza, perché sono cosciente di così tanti orrori contro i quali non posso fare nulla, sento un tale disagio nel subire certe conversazioni, i pranzi pieni di carne, i commenti della mia famiglia, dei miei amici o dei miei colleghi non vegetariani, anche quando non sono malevoli, e mi sono talmente abituata ad incassare tutto per non provocare litigi ricorrenti che sono davvero felice di avere la possibilità, un giorno all'anno, in compagnia di persone che hanno fatto la mia stessa scelta, di esprimere pubblicamente la mia collera e di spiegare il mio rifiuto di quella sofferenza. E non andrei ad una manifestazione che mi obbligasse a fare quello che faccio tutto l'anno: tacere per non far scappare la gente.
Tutto l'anno faccio dei gran sorrisi, spiego la mia scelta con gentilezza, stupisco con la mia cucina vegan, e questo ha cambiato poco o niente nell'alimentazione delle persone che frequento. Un giorno all'anno, in una manifestazione che facciamo per noi, ma anche per gli animali, per denunciare gli orrori che subiscono, non ho voglia di fare la stessa cosa. Non ho voglia di attenuare l'orrore con un discorso consensuale ed ipocrita. Se le/gli altre/i vogliono esprimere la loro gioia di essere vegetariani, lo facciano, questo non mi riguarda. Ma che non vengano ad impormi di lasciar trasparire certi sentimenti piuttosto che altri.
Ci viene ripetuto da anni che il Veggie Pride è troppo triste, che non possiamo attirare più manifestanti o guadagnare la simpatia del pubblico con un evento che non è allegro. Ma lo scopo del Veggie Pride non è attirare gente ad ogni costo, ma semplicemente di permettere ai vegetariani di affermare la loro scelta nella vita quotidiana. Questo obiettivo non sarà raggiunto facendoli partecipare ad un evento in cui adottano un atteggiamento che non hanno scelto. Se si arriverà un giorno a radunare diecimila persone sotto la bandiera del Veggie Pride, sarà formidabile. Ma l'evento perderebbe senso se il corteo non fosse più composto di manifestanti schietti e sinceri in primo luogo con se stessi.
Sara Fergé