In un giorno ordinario di un paese in tempo di pace...Uccelli infilzati arrostiscono nelle vetrine. Corpi smembrati guarniscono gli scaffali. Sui ponti delle barche mucchi di pesci si dimenano impotenti mentre muoiono lentamente di asfissia. Negli allevamenti fetidi si consumano delle povere vite. Si tagliano al vivo e senza anestesia becchi, denti, testicoli. Si ingozzano a viva forza oche per ricavarne foie gras. Ovunque circolano camion pieni di condannati a morte. Sono coloro che saranno sgozzati, sventrati e ridotti in pezzi. Durante questo giorno ordinario, coloro che patiscono paura e sofferenza si contano a milioni. In questo paese in pace, la tortura e la morte sono all'ordine del giorno. Se vuoi protestare contro tutto ciò, vieni al Veggie Pride!
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Domande sull'organizzazione e lo svolgimento
Domande sull'organizzazione e lo svolgimento1. Chi può partecipare alla manifestazione?Il solo criterio per partecipare alla manifestazione è rifiutare di mangiare carne e pesce per non far soffrire e per non uccidere animali non umani per il nostro consumo, che sia per compassione o per una riflessione di ordine etico e/o politico. Alcuni partecipanti al Veggie Pride si diranno antispecisti, o vegan, oppure sostenitori dei diritti degli animali, o ancora della liberazione animale, altri si presenteranno semplicemente come delle persone che pensano che la soddisfazione delle preferenze gastronomiche è una ragione troppo misera per uccidere degli esseri senzienti. I non vegetariani non possono essere considerati tra i manifestanti. Essi sono invece invitati ad approfittare di questa giornata per informarsi grazie alla documentazione messa a loro disposizione, a porre domande ai partecipanti e ad assistere alle diverse animazioni proposte.
2. Quali consegne devono essere osservate dai partecipanti alla manifestazione?Vogliamo che durante la sfilata ci siano solo delle persone che, a proprio nome, vengono ad esprimere il loro orgoglio di opporsi allo sfruttamento e al massacro degli animali. L'idea del Veggie Pride è portare i veg*ani a fare il loro "coming out", a osar affermare le loro ragioni, le loro convinzioni sugli animali nella vita di tutti i giorni, davanti alle persone che li circondano. È quella di aumentare le loro difese di fronte ai tentativi di emarginazione di cui possono essere vittima in famiglia o al lavoro. È per questo che il Veggie Pride si rivolge ai veg*ani come singoli e chiede loro di essere presenti semplicemente come singoli, e non come membri di associazioni che si fanno loro portavoce. Concretamente questo significa che non devono esserci sigle o nomi di associazioni sulle bandiere e sui cartelli usati nel corteo. Le associazioni non sono escluse del tutto, esse possono chiedere di comparire tra le organizzazioni che sostengono il Veggie Pride e proporre il loro materiale per i tavoli informativi che verranno allestiti alla fine del corteo. Sappiamo che alcuni hanno anche altre ragioni per essere vegetariani o vegan (salute, Terzo Mondo...). Le prime vittime dell'alimentazione carnea, tuttavia, sono gli animali mangiati. Vogliamo che almeno una volta all'anno si possa parlare pubblicamente della violenza commessa nei loro confronti e del nostro rifiuto di parteciparvi: questo è il fine del Veggie Pride. Per questo, chiediamo che nel corso del corteo vengano utilizzati slogan o cartelli o bandiere che sostengono il vegetarismo o il veganismo solo per solidarietà con gli animali mangiati e per nessun'altra ragione. Tutte le iniziative per animare la manifestazione sono incoraggiate:
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