Veggie Pride 2012 (Italia)

Comunichiamo che l’edizione italiana del Veggie Pride non si terrà nel 2012.

Motivi organizzativi ci costringono a non ripetere, questa primavera, l’esperienza degli ultimi 4 cortei.

Nel ringraziare tutt* i partecipant* degli scorsi anni, desideriamo fare alcune riflessioni pubbliche sugli aspetti positivi e negativi di questa esperienza.

Il Veggie Pride esiste in Francia dal 2001, ed in Italia dal 2008. Gli intenti - espressi nel Manifesto, nelle F.A.Q. ed in vari approfondimenti di volta in volta proposti in questi anni sul sito del Veggie Pride – si possono sintetizzare come segue:

-portare i vegetariani ed i vegani ad uscire allo scoperto pubblicamente amplificando la voce degli animali;pride2011

-analizzare e denunciare la vegefobia;

-aprire un dibattito su questi temi e su temi ad essi connessi all’interno del panorama animalista / antispecista.

Per quanto riguarda il primo punto, nonostante un primo corteo decisamente promettente (Roma), i numeri delle mobilitazioni restituiscono l’immagine di una “categoria”, quella dei vegetariani, che fatica a sentire ed esprimere la propria scelta come istanza etica e politica, a fronte di una minoranza di attivisti determinata a scendere in piazza con questo approccio. La richiesta di mettere da parte – per un giorno all’anno! – i cosiddetti argomenti indiretti (salutismo, ambientalismo, fame nel mondo...) ha suscitato spesso diffidenza, ostilità, incomprensione. Crediamo che ciò sia dovuto essenzialmente all’ abitudine di usare qualsiasi argomento in favore del veg*ismo, abitudine radicata ormai da decenni nell’attivismo italiano, contro cui ci sentiamo di esprimere una sincera critica. Chi si è fatto carico dell’organizzazione non è riuscito, peraltro, ad impegnarsi maggiormente nel promuovere momenti di discussione presso i vari gruppi, cosa che sarebbe stata di aiuto, anche se l'ostilità e la diffidenza si sono fatte sentire ogni volta che abbiamo proposto riflessioni sul tema, segnalando la netta difficoltà del movimento animalista italiano a considerare l'attivismo come impegno e riflessione volto a costruire discorsi collettivi in grado di generare il cambiamento che tanto desideriamo nella nostra società. Piuttosto, le critiche che abbiamo avuto in questi anni hanno spesso sottolineato che, invece di discutere e pensare, si dovesse solo agire per "salvare gli animali", sottendendo una logica e una concezione di lotta politica più simile a un modello efficientista (la logica del fare sganciata dal pensare) ignorando che la cultura si cambia soprattutto con i discorsi collettivi. Tuttavia, lo sforzo è servito ad aprire un dibattito sul tema, dibattito tuttora in corso e che ha realmente messo in secondo piano tali argomenti nelle pratiche dell’animalismo italiano, specialmente in quello cosiddetto radicale. Di questo rivendichiamo, almeno in parte, il merito.

Il tema della vegefobia, pressoché sconosciuto nel 2008, è stato oggetto di critiche ancora più forti, e più forte è stata la difficoltà di comunicare che cosa si intendesse con questa parola. Sottolineiamo come il fenomeno della discriminazione degli animali attraverso la discriminazione dei vegetariani sia un fenomeno ancora tutto da studiare, da approfondire. In questo senso, il Veggie Pride ha fornito lo stimolo affinché nascesse una discussione sul tema, discussione che intendiamo portare avanti nei prossimi anni (a partire dal blog http://it.vegephobia.info/). Le persone che hanno iniziato a discutere questa tematica nel nostro paese hanno dovuto loro stesse aprire un dibattito interno su un tema tutto da costruire ed hanno avuto difficoltà a tradurre gli aspetti più importanti nella comunicazione di piazza, senza minimizzare l’ostracismo nei confronti di chi rifiuta di mangiare animali, e senza offrire una caricatura eccessivamente allarmistica della vegefobia. A tutt’oggi, sembra quasi che di vegefobia non si possa parlare, poiché i veg sono impegnati a “promuovere” il proprio stile di vita come pratica semplice, sana, alla portata di tutti. Ma, nonostante ciò, il tema è entrato a far parte del dibattito fra gli animalisti, e crediamo che possa essere ulteriormente approfondito a beneficio delle vittime degli allevamenti e dei macelli.

Quanto al terzo punto (il dibattito in generale), la discussione tra attivisti e il confronto tra diverse concezioni dell'animalismo/antispecismo è fondamentale: purché si sviluppi. Noi invece abbiamo notato che in questi anni le critiche che ci sono state rivolte hanno raramente avuto come obiettivo quello di sviluppare i temi, comprenderli ed eventualmente proporre qualcosa di nuovo sulla base pride2011della riflessione su quanto abbiamo scritto e detto. Al contrario, le critiche contro l’impostazione del Veggie Pride spesso sono giunte da chi dimostrava di non aver letto i comunicati e i testi che abbiamo scritto, come è stato dimostrato da quelli che per cinque anni hanno avanzato sempre le stesse critiche, senza aver letto le risposte che, nel frattempo, sono state date. In sostanza, abbiamo notato che all'interno del movimento persistono gli stessi atteggiamenti delle persone non vegan quando attaccano proponendo sempre gli stessi argomenti, senza prendere in considerazione le risposte fornite dai vegan. Questo indica purtroppo che nel movimento c'è ancora la tendenza a non leggere, non riflettere, non pensare, ma ad accumulare iniziative come fossero punti del supermercato, sperando che prima o poi cambi qualcosa.

Del resto, quanti attivisti sostengono che parlare, leggere e riflettere sia una perdita di tempo?

Se nel 2012 non avremo un corteo italiano, speriamo però di riuscire ad organizzarne uno nel 2013. Dopo tre anni consecutivi a Milano, auspichiamo che si riesca finalmente a creare un comitato organizzativo in una città del sud o del centro Italia. L’esperienza dell’attuale comitato, prevalentemente composto da lombardi, sarà tutta a disposizione di chi volesse cimentarsi in questa iniziativa.

Ricordiamo che avrà luogo, invece, l’edizione francese del Veggie Pride. L’appuntamento è per sabato 19 maggio a Marsiglia. Ulteriori informazioni su www.veggiepride.fr.

Per coloro che volessero partecipare, stiamo organizzando un viaggio collettivo: chi fosse interessato può scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.