Vegefobia: un problema individuale?

Vegefobia: un problema individuale?

Se vogliamo fare una discussione sulle strategie del "movimento", la cosa si fa lunga. Nessuno ha la verità in tasca, ma è chiaro che ci sono alla base concezioni molto diverse. Lo si vede proprio dalla questione vegefobia. L'atteggiamento tipico di molti vegan è proprio quello che noi del Veggie Pride denunciamo insieme alla vegefobia. E cioè: si tratta, quando esiste, di una questione individuale, da trattare come tale, con vari stratagemmi, talvolta legali, talvolta retorici, talaltra opportunistici. Insomma: fatti vostri (con al massimo un po' di consulenza ai singoli).

Ma questa non è politica. Se la vegefobia esiste (non nei termini in cui la descrivono alcuni, cioè dandone una descrizione grottesca per poi attaccare facilmente il concetto come esagerato o irrealistico) va denunciata pubblicamente e affrontata come un problema collettivo (non necessariamente un problema grave, chissà).

Anche se il parallelo con l'omofobia può avere i suoi limiti, ogni tanto serve per capire qualche cosa elementare. Sono esistiti (ed esistono ancora) tanti omosessuali che di fronte alle discriminazioni subite tacciono pubblicamente e risolvono le questioni privatamente in mille modi. Naturalmente, spesso ci riescono pure (e fanno bene!). Ma il movimento, in determinati momenti storici, ha detto: diciamo pubblicamente che esiste l'omofobia e denunciamola. Altrimenti, la società non progredisce di un passo sulla questione. Questo non esclude che si possano e si debbano anche dare consigli su come "cavarsela" individualmente, ma sono due cose diverse. Infatti, molti gruppi animalisti non fanno politica. Questo perché pensano che il veganismo non sia una questione politica, ma solo un bello stile di vita. Che tale stile di vita sia bello o meno, sano o meno, possiamo discutere a lungo. Ma io non penso che sia solo quello. Penso che sia una scelta di contestazione della strage degli animali. Se considerassimo seriamente, da veri animalisti, che cos'è una "strage", non penso che diremmo alla leggera "bisogna solo informare".

Marco Reggio