Reazioni primordiali

Che gli uomini abbiano più diritto degli animali a vivere e non soffrire chi lo dice?
Gli uomini.
Forse è per questo che quando si diventa vegetariani si viene, più o meno consapevolmente, inquisiti.
La gente si sente tradita: “da che parte stai tu?”. Come se fosse impossibile stare da entrambe le parti.
Ma, forse, il tradimento è un altro; si sentono defraudati dal diritto di non pensare, si tratta il proprio cane o il proprio gatto come un figlio e poi si mangia senza problemi un coniglio, come se non fosse la stessa cosa.
Amo gli animali ma poi mi magno l'agnello e non me ne frega niente, anzi, non ci penso neppure, poi arriva uno a tavola che lo rifiuta, allora il carnivoro non si accontenta, vuole sapere perchè, se la risposta che arriva è:”non mi piace”, tutto bene ma se è:”non mangio carne”, il carnivoro ha un moto di stizza e il sospetto si insinua nel suo sguardo:”non sarai mica vegetariano?”se: “sì” è la risposta scatta spessissimo un meccanismo maniaco-depressivo-delirante-violento in cui il carnivoro ha salti spazio-temporali a volte fino alla preistoria:”è dai tempi delle caverne che l'uomo mangia carne”, e viaggia lontano:”se ti trovassi su un'isola senza vegetali ti lasceresti morire e faresti morire i tuoi figli per fame?”, la prima cosa che ti viene da dire è:”ma no, io sono vegetariano perchè non mangio gli animali, in quel caso mangerei i miei figli” ma ti rendi subito conto che la situazione psichica del tuo interlocutore è preoccupante e non è il caso di scherzare ma non c'è tempo per dare risposte, ormai gli argomenti storico-geografici, per farti ragionare, sono finiti, sorprendentemente, dopo la sfuriata iniziale, egli è ora in uno stato d'animo struggente e lamentoso in cui lui subisce un'ingiustizia ad essere accusato di non amare gli animali, che a lui sono sempre piaciuti e li ha sempre rispettati.
Tutto questo perchè hai risposto “sì” alla domanda se sei vegetariano, come se non ci fossero altre mille contraddizioni da risolvere.
Improvvisamente il carnivoro si preoccupa per la tua salute e inizialmente assume le sembianze di un dietologo pazzo e ignorante poi si trasforma in un menagramo che già vede in te un deperito triste e stralunato, fa tutto da solo e non ti da neanche il tempo di tranquillizzarlo, poi sembra riassumere le sembianze iniziali ma, si vede, è sfinito dai suoi pensieri.
Come per voler troncare la discussione ti da quasi ragione, trova scuse:”la carne è carne, gli animali sono animali” e così riafferma il proprio diritto a non pensare e a non rinunciare a ciò che  gli fa comodo.
Così capisci che forse il problema vero è questo; se quando si mangia un animale ci fosse la consapevolezza di quello che si sta facendo forse lo si farebbe solo se necessario e non verrebbe a mancarne il rispetto.