2010

Resoconto edizione 2010

Un antipatico e piovoso maggio deve aver scoraggiato parecchi vegetariani dall'imbracciare cartelli e recarsi a Milano per il terzo Veggie Pride italiano a manifestare contro lo sfruttamento degli animali. Infatti solo una piccola folla, composta da circa cinquecento persone, ha occupato la piazza fin dalle prime ore del pomeriggio, mentre altre centinaia di vegetariani animavano l’analogo corteo a Lione.


L'energia, però, non ha tardato ad emergere. Nonostante il numero di partecipanti più contenuto del previsto, la voglia di gridare"Basta!" al massacro di creature innocenti si è sentita a tal punto da far dimenticare la minaccia di pioggia.

Al concentramento in piazza Missori si è manifestata una forza ricca di colori: rispetto all'anno scorso striscioni e cartelli hanno catturato l'attenzione dei presenti per la determinazione dei messaggi, incentrati esclusivamente sulla protesta chiara e ferma contro allevamenti, caccia e macelli.

I frenetici preparativi per rifinire i dettagli delle performances studiate nelle scorse settimane, hanno reso la piccola folla iniziale un vortice caloroso ed entusiasmante. Così, al momento della partenza, il gruppo di manifestanti si è trasformato in un'onda sorprendentemente decisa e comunicativa, attraverso slogan e cori, ma anche grazie a rappresentazioni quasi teatrali.

Decine di attivisti dai volti coperti da maschere bianche e inespressive hanno sfilato con le mani incatenate ed i numeri di matricola sul petto: icone del lutto causato da una vergognosa e incessante carneficina, in cui degli individui unici e irripetibili diventano numeri senza volto.

Le responsabilità del potere economico, politico e religioso, all'interno di un sistema che schiaccia avidamente la vita degli animali, sono state rappresentate simbolicamente da altri che hanno condotto il corteo indossando i panni del macellaio, del giudice, del business-man e del sacerdote. Alcuni “consumatori”, dotati di paraocchi, spingevano carrelli della spesa contenenti persone mascherate.

Abbiamo voluto colpire gli occhi dei passanti con alcune vasche di cartone ricoperte di cellophane, contenenti attivisti seminudi e sanguinanti di succo di pomodoro, a simulare confezioni di prodotti da macelleria, su cui campeggiavano inquietanti etichette simili a quelle delle confezioni di carne nei supermercati.

 

Gli striscioni, che sempre più contraddistinguono il Veggie Pride come manifestazione interamente pensata a rendere protagonisti gli animali e la loro sofferenza, senza bisogno di dover citare altri argomenti quali ambiente, salute o religione, riportavano frasi come: "Gli animali soffrono: non è abbastanza per non mangiarli?" Oppure: "La bistecca aveva una mamma", “Disertare il massacro", "Non posso nutrire mio figlio col corpo di un altro cucciolo".

Ancora più risoluta rispetto all'anno scorso la volontà di smascherare ciò che sta dietro la derisione nei confronti dei vegetariani e le difficoltà sociali che ogni vegetariano incontra nell'affermare la propria presa di posizione contraria al sistema di sfruttamento considerato "normale", ostacoli che impediscono alla questione animale di emergere in un dibattito pubblico e di mettere in discussione la legittimità dell'appropriazione del corpo degli appartenenti ad altra specie per il tornaconto di quella umana. "Deridere chi rifiuta la carne è disprezzare chi muore nei macelli" ribadiva questo concetto in uno degli striscioni più grandi.

L'emozione più intensa è stata quella di manifestare come vegetariani, chiedendo a piena voce la liberazione degli animali dai macelli e dagli allevamenti proprio nel cuore della città: infatti la novità di quest'anno è stato il percorso della manifestazione, che dopo aver attraversato Via Mazzini, ha costeggiato Piazza del Duomo, vorticosamente affollata come ogni sabato, per poi proseguire nelle altre strade del centro, fino a esaurirsi in Piazza Castello.

Circa a metà percorso una delle storiche pescherie di Milano, che da anni espone tristemente nelle sue vetrine tante piccole vittime adagiate sul ghiaccio, si è vista srotolare davanti all'entrata uno striscione lungo diversi metri con un messaggio più che eloquente: "Le urla dei pesci sono mute, il loro massacro non fa rumore".

Musica e canzoni hanno accompagnato la protesta. I versi di una delle più famose recitano: "Son morto con altri cento, son morto che ero bambino, passato per il camino e adesso sono nel vento", con la commovente corrispondenza nelle immagini dei tanti cartelli, pieni di mucchi di giovani vitelli, agnelli e conigli... che pur soffrendo come i bambini e morendo a centinaia, migliaia e milioni ogni giorno, non hanno canzoni, né citazioni a loro esclusivamente dedicate, pur essendo la loro sofferenza carnale uguale e miseramente uguale alla sofferenza della condizione umana.

Il corteo si è poi fermato in piazza Castello, dove sono state lette alcune poesie animaliste di Roberta Iuliano, il testo "Quando qualcuno diventa qualcosa..." di Fabio Vento, "Io sono un animale solidale con gli altri animali", ed alcuni interventi sulla repressione del movimento animalista in Austria e sui recenti arresti di attivisti in Svizzera (alcuni dei testi letti nell’edizione 2010 e nelle precedenti edizioni sono pubblicati sul sito del Veggie Pride nella sezione “Documenti”).

"Qualcuno urlava… nessuno sentiva" riportava uno dei tanti cartelli presenti al corteo.

Nessuno vuole sentire le grida degli animali e allora, a maggior ragione, auspichiamo, per la prossima edizione del 21 maggio 2011, una partecipazione più numerosa ed ancora più energica di vegetariani e vegani italiani, affinché le voci degli innocenti, attraverso i nostri appelli, non rimangano inascoltate.

 

Il Comitato Organizzatore 2010 desidera ringraziare tutti i partecipanti per aver reso il corteo così comunicativo e determinato con la propria presenza.

Ringraziamo in particolare: Agnese, Davide, Fabio, Irene, Paolo, Pasquale, Paola N., William… e tutti quelli che si sono “travestiti” per rappresentare simbolicamente lo sfruttamento degli animali.

Veggie Pride su Current!

 

Al seguente link è possibile visionare un video dell'edizione Veggie Pride del 2010.

Il video è stato girato e montato da Giacomo, un attivista, e ora si trova sul sito del canale satellitare CURRENT.COM, dove ognuno può inserire propri video o documentari. I contributi con il maggior numero di visitatori vengono poi mandati in onda.

 

 

Chiediamo quindi a tutti di divulgare e votare il più possibile questo video in modo che venga mandato in onda sul canale.

http://current.com/participate/vc2/vc2-it/93179183_orgoglio-veg-etari-ano.htm

Istruzioni:

1) Copiare e incollare l'URL in una nuova pagina per visualizzare il video (altrimenti visualizza solo la home page del sito);

2) Registrarsi sul sito;

3) Cliccare sul pulsantino VERDE "vota ok".

 

Grazie a Giacomo e a chi vorrà votare! :-)

 

 

 

 

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