Resoconti 2008

I resoconti degli organizzatori di Roma e Parigi e i resoconti di alcune partecipanti del corteo di Roma: Anita, Ariella, Miluska e Vera.

 

Resoconto organizzatori - Roma

Non è facile raccontare in pochi paragrafi l'avventura del Veggie Pride...

Il primo dato è la gioia, condivisa da organizzatori  e manifestanti, di essere tanti, tantissimi: eravamo in centinaia da tutta Italia sabato 17 maggio a manifestare, lungo via dei Fori Imperiali a Roma, il nostro rifiuto di uccidere esseri senzienti, gridando la nostra rabbia per la strage in corso e esternando la nostra gioia di essere solidali con gli animali.

Circa 700 vegetariani e vegani accorsi da Torino come da Lecce, da Udine come da Palermo, da Grosseto come da Reggio Calabria, con partecipazioni anche dalla Francia e dalla Repubblica Ceca, si sono accalcati davanti all'uscita della Metro «Colosseo», sfidando la tipica afa romana e il sole a picco, in attesa dei ritardatari. Arrivati gli ultimi gruppi e distribuiti cartelloni e striscioni a chi ne è sprovvisto, ci mettiamo lentamente in marcia: il percorso accordato dalla Questura purtroppo è breve e dobbiamo farlo durare a lungo! Distribuendoci ed avanzando lungo la corsia che ci è stata riservata, ci rendiamo conto di essere ancora più numerosi di quanto credessimo.

Apre il corteo lo striscione ufficiale del Veggie Pride, seguito dai genitori e bambini veg*ani e poi da tutti gli altri. Su striscioni e cartelli si leggono slogan che esortano a fermare il massacro, mostrando ai passanti le foto di allevamenti e mattatoi, per smascherare ciò che si nasconde dietro il consumo di carne, pesce, uova e latte, per svelare ciò che la pubblicità accuratamente rimuove dall'immaginario della nostra società.

All'inizio i manifestanti sono un po' intimiditi, ma presto i più coraggiosi prendono possesso dei megafoni e cominciano a gridare slogan di denuncia, seguiti da cori di fischietti. Lasciata alle spalle la sagoma del Colosseo, avanziamo tra schiere di turisti incuriositi; la polizia fa cordone per separarci dall'altra corsia di via dei Fori Imperiali in cui ancora scorrono autobus e taxi, ma noi non facciamo caso alla sua presenza: siamo qui per contrastare la violenza che viene fatta agli animali, non certo per provocarne!

Tra pause e riprese, chiacchiere e volantinaggi, arriviamo a piazza Venezia: il corteo si mette in posa per le foto ricordo e poi si dissolve per curiosare tra i vari tavolini animalisti e veg, mentre cartelli e striscioni vengono allestiti sulla scalinata adiacente. Come previsto, si svolge una lettura di testi, letterari o personali, che descrivono l'orrore della condizione degli animali sfruttati per il consumo umano. Il banchetto del Veggie Pride è preso d'assalto, chi per firmare il manifesto, chi per avere una spilletta o una locandina in ricordo di questa giornata memorabile.

Verso le 18, la folla comincia a disperdersi. Stanchi ma felici, salutiamo e ringraziamo tutte/i e... appuntamento all'anno prossimo: Roma, 16 maggio 2009, ancora più numerosi e determinati a manifestare il nostro orgoglio veg nel secondo Veggie Pride!

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Risposte ad alcune domande che molti partecipanti si sono probabilmente posti...

Perché il percorso era così corto?
Il corteo era corto perché la questura non ha autorizzato un percorso più lungo. La lunghezza di una manifestazione viene stabilita in base all'affluenza prevista: il dato che abbiamo dichiarato si è rivelato verosimile nel risultato, ma evidentemente non era sufficiente ad ottenere più spazio. Trattandosi della prima edizione, poi, doveva esserci un certo scetticismo da parte della questura, soprattutto per la mancanza (voluta) di personaggi di riferimento pubblico come promotori; infine la questura ha mostrato timore di possibili azioni di disturbo agli esercizi commerciali che il percorso originariamente richiesto avrebbe potuto comportare. Visto il successo di questa prima edizione, l'anno prossimo speriamo di ottenere di più!

Perché non c'erano carri, musica, spettacoli, panini vegan...?
I carri, la musica, gli spettacoli, i panini vegan etc. non c'erano semplicemente perché... mancavano i soldi e le forze... Trattandosi di un evento organizzato da (pochi) militanti di base, i fondi a disposizione non erano paragonabili a quelli di eventi organizzati da associazioni e/o sponsorizzati da istituzioni pubbliche o da ditte commerciali. I contributi all'organizzazione del prossimo Veggie Pride sono ovviamente ben accetti.

Quale è stato l'impatto sui media?
La copertura giornalistica non è stata eclatante, ma comunque molto soddifacente, come si può leggere nella rassegna stampa. Purtroppo se le notizie non passano non è colpa di chi invia il comunicato stampa, ma del giornalista che lo riceve e lo cestina! Per far uscire la notizia bisogna avere contatti precisi con quei (pochi) giornalisti che sono interessati alla tematica e che riprendono il comunicato, e non è facile averli... Essendo alla prima edizione, poi, si trattava di una cosa mai sentita e l'interesse era ancora più basso. Tenuto conto di queste difficoltà, il risultato è andato oltre le nostre aspettative. 

Per concludere...
Le forze erano pochissime e in proporzione il risultato è stato veramente un successo! È importante che l'anno prossimo ci siano più persone non solo nella sfilata, ma soprattutto a dare una mano: ci sono tantissime piccole cose che avrebbero reso la giornata meno sfilacciata, ma che avrebbero potuto essere fatte solo se lo staff fosse stato più nutrito.

Quindi... il prossimo VP si svolgerà il 16 maggio 2009 e un anno passa in fretta: chi vuole collaborare ci faccia un fischio!

 

 

Resoconto organizzatori - Parigi

Sabato 17 maggio, diverse centinaia di vegetariani e vegan hanno sfilato a Parigi per esprimere pubblicamente il loro rifiuto di mangiare la carne e la loro compassione nei confronti degli animali mangiati.

Erano circa 500 i manifestanti che hanno percorso le vie di Parigi affinché non si possa più tacere l'evidenza: è possibile vivere senza partecipare al massacro di animali, senza essere complici dell'allevamento, della pesca, del mattatoio.

La marcia si è svolta al ritmo di vari slogan per mettere in rilievo la solidarietà tra i manifestanti e gli animali:

«Vegetariani, vegani: né morti in bocca né sangue sulle mani»

«Ne carne, né pesce: abolizione»

«Si può vivere senza uccidere»

Più numerosi dell'anno scorso, i manifestanti hanno dato prova di creatività nei cartelli e negli striscioni e non hanno esitato a scandire nuovi slogan improvvisati. Questa vivace solidarietà con gli animali rinchiusi ed uccisi ha scaldato i cuori di tutti i partecipanti.

Il corteo è stato interrotto all'arrivo alle Halles. Alcuni manifestanti hanno tentato di penetrare in un McDonald's, per dei motivi che essi hanno spiegato in un comunicato. Sono stati respinti dagli agenti di sicurezza e dalla polizia, che ha fatto uso di lacrimogeni. Gli organizzatori del Veggie Pride vogliono che la manifestazione resti non violenta, negli intenti e nelle azioni, e chiedono che si smetta di mettere a rischio il futuro del Veggie Pride attraverso comportamenti di questo tipo.

La presenza di numerosi stand ha offerto un colpo d'occhio sulla varietà del movimento: L214, Droits des animaux, Réseau antispéciste e Tahin Party, CLEDA, ACTA, Association Végétarienne de France e uno stand per bambini a cura di Marylin, Végétariens Magazine, Les Furieuses Carottes, Coalition contre la vivisection, Badges et Recettes de Béa, Alliance anti-corrida e Veg'Asso, Indiana et PALPIT. Presso lo stand del Veggie Pride, i presenti hanno potuto firmare il manifesto, avere la lista dei ristoranti veg a Parigi e il volantino di presentazione delle Estivales de la question animale, ed acquistare spille e magliette del Veggie Pride. Inoltre, una mostra sull'allevamento di conigli e di anatre è stata allestita da L214.

Per i passanti, è stata un'occasione per piluccare informazioni sull'alimentazione veg o per prendere coscienza delle condizioni di vita degli animali. I gruppi e le associazioni che hanno allestito gli stand al Veggie Pride sono menzionati nella lista di sostegno, in quanto simpatizzanti di questo evento ancora unico in Francia. Il Veggie Pride è oggi l'evento che riunisce il più grande numero di veg in Francia ed è l'occasione per molte persone di fare amiciza, durante la marcia o presso gli stand.

Un happening solenne ha avuto luogo, purtroppo eclissato dagli incidenti del McDonald's e da un problema di amplificazione. Attraverso questa performance, si è voluto simboleggiare la solidarietà dei veg nei confronti degli animali: i partecipanti, indossando maschere, hanno attraversato un percorso, dalla stazione «produzione» attraverso la stazione «trasporto» fino al «mattatoio», su un sottofondo di musica classica. La rappresentazione si è conclusa con la lettura di un testo che spiegava che è possibile nutrirsi senza partecipare al massacro e con la presentazione di diversi prodotti non implicanti sfruttamento animale. Il poeta-slam Veganesh ha infine evocato la vita degli animali di allevamento.

Una serata conviviale si è svolta poi nel bar PIXI, dove un delizioso pasto vegan attendeva i partecipanti, con la musica dei gruppi (veg) Lalabolduc e Cypher, ai quali si è unito Veganesh.

L'indomani, alcuni manifestanti si sono riuniti al PIXI per discutere su «analisi e prospettive di lotta del veg*ismo per gli animali». È stato fatto un bilancio del Veggie Pride e sono state presentate le attività militanti di associazioni e collettivi attuali.

 

 

Resoconto partecipanti - Anita

Ho pensato d'inviare anch'io il mio contributo scritto — dopo quello video — in ricordo della importante giornata del Veggie pride nonché la prima manifestazione a cui ho partecipato con coscienza.

Una volta a onor del vero prima ero stata al Gay pride ma per scattare foto e per lo stesso motivo in un paio di altre manifestazioni,  poi un'altra volta in piazza coi Girotondini, ma in effetti è sempre prevalso in me un pensiero: è probabile che vivremmo già in un mondo migliore se  solo tutti quelli che sfilano nei cortei s'impegnassero integralmente, coerentemente e costantemente in ciò per cui  quel giorno manifestano attivamente la loro presa di posizione. è vero che rimarrebbero pur sempre una minoranza ma attiva piuttosto che folcloristica.

Nei libri di scienze politiche si legge del nostro diritto/dovere al voto ma come della forma più bassa nella piramide dell'impegno civile di ciascuno eppure l'unica azione per moltissimi cittadini. Ecco, diciamo che la manifestazione per me è ancora più in basso tra gli impegni da assumersi specie se rimane gesto isolato per troppi insieme a delle idee che ci si aspetta che mettano in atto gli altri.

Ma ci ricordiamo che noi esprimiamo un voto ogni qualvolta che compriamo o accettiamo qualcosa?

È per questo che nel Veggie pride ci ho visto di più e cioè la manifestazione quotidiana di una pratica sacrosanta per molti in ogni momento della giornata da anni, me compresa felicemente vegan.

E per lo stesso motivo pochi giorni dopo ero al gran raduno critical mass visto che la bicicletta è diventato il mio mezzo di trasporto preferito almeno nei mesi caldi in sostituzione dei mezzi pubblici (e della macchina meglio da usare solo in casi indispensabili), cosa che consiglio a tutti gli animalisti se vogliamo ricostruire un mondo a misura d'uomo ma anche d'animale che per esempio nelle città è scomparso o sopravvive malato, e comunque da non abbandonare o crescere sotto casa vista la pericolosità del traffico e il fatto che anche in virtù di questo è tutto per la maggiore asfaltato!

Tornando al Vp, c'è da dire che se anche non eravamo moltissimi ma prossimi al migliaio con poco più impegno di qualche veg che ha snobbato l'iniziativa, in Italia comunque siamo circa 6 milioni vegetariani e 600 mila vegan, il che promette bene anche per una successiva manifestazione se c'impegnamo tutti un po' di più nell'organizzazione. Personalmente, io saputo dell'evento, ho mandato tantissime email ai miei tanti vari contatti anche mass media ma è normale questi non diano attenzione alle persone e agli eventi finché non prendono corpo. E a proposito di corpo, sarà per questo che ultimamente a Madrid anche i ciclisti critical mass giravano denudati? Vero sia che non incoraggio a questo, anche se dagli animali nudi gli onnivori specisti sono molto attratti visto quanto si divertono a tagliare, mangiare, togliere, vendere, e indossare la pelle. Scrivo si divertono perché una volta capito che non è necessaria tanta crudeltà, l'applicarla lo stesso non resta altro che un atto perverso di divertimento sulla pelle altrui per l'appunto. E d'altra parte chi non ama il progresso e vuol tornare alle caverne e ad uccidere con le proprie mani per la sopravvivenza può tornare a farlo invece di costringere simili ad un assiduo lavoro così sporco. Lo stesso invito lo rivolgo a chi ama i contadini e la vita di campagna, col dubbio anzi la speranza che anche loro — se sapessero che non ci serve mangiare carne, latte e uova — smetterebbero di sporcarsi le mani e si darebbero ai bei campi a meno che non riescano a vendere agli animali carnivori sul serio! E chissà che non ci troveremo proprio il Quarto Stato, gli immigrati e i contadini a sfilare con noi l'anno prossimo?!

Grazie per l'attenzione e la comprensione.

Anita Libera Gioia

 

ps. Non abbiate paura rispecchiandovi in tutto quanto detto di sentirvi chiamare estremisti perché a dirvelo in questo caso sarà un qualunquista.

 

 

Resoconto partecipanti - Ariella

Una giornata qualunque di maggio, una giornata particolare. Siamo apparsi, quasi senza convinzione, con il pensiero che certo, saremmo stati pochi, quasi timidi. Invece, pochi non eravamo affatto, no.

Roma ha visto tante manifestazioni, tanti cortei, ma uno così mai. Sotto un cielo plumbeo, con un'afa sconfortante, ecco che il marciapiede davanti alla fermata M Colosseo si riempie, a poco a poco. Chi da solo con le mani in mano, chi con dei compagni e con dei cartelli, chi con slogan gridati da magliette. Cartelli con fotografie che non si possono guardare senza stare male per ore e per giorni, mia debolezza che forse mi impedirà sempre un attivismo ormai necessario, chissà...

Arrivo da via dei Serpenti (passo di lì perché urge – per non svenire per la canicola – un cono gelato monumentale e lì quelli alla soia li fanno buoni, per chi non lo sa), mi guardo intorno, si comincia a parlare, tu di dove sei, fai parte di un gruppo, nella tua città vi incontrate, e tante chiacchere  aspettando l'inizio della camminata.

Inizia il corteo, affiancati da un numero davvero eccessivo di forze dell'ordine ed era buffo davvero, nessuno di noi aveva l'aspetto del violento facinoroso pronto a balzar contro qualcosa o qualcuno (forse il proprietario di  un furgoncino di hot dog su via dei fori imperiali si sentiva minacciato, chissà...!!!).

Mi è piaciuto anche camminare in silenzio, a tratti, guardando la gente, così diversa: la giovane punk (o come si dice, forse post–punk? Io sono della generazione dei punk Doc e...); la signora tutta imbellettata col cagnolino preso chissà dove, brutto ma brutto che sembra quasi bello; la coppia carina che potresti incontrare all'ora dell'aperitivo a Campo de Fiori; la coloratissima no-global; le famiglie con i figli adolescenti (chissà, alle pizze di classe o alle gite, quante se ne dovranno sentire dai compagni); e altri ancora.

E poi,  eccoci al punto d'arrivo, ci si sistema sugli scalini, si girotta per gli stand, fino alla dispersione finale, tutti a casa o i "forestieri" a visitar la città.

Per tutto il tempo davvero io mi sono chiesta che senso potesse avere tutto questo.  Forse l'inizio di qualcosa, di un farsi più visibili, di contarsi e vedere quanto si può "contare" sull'opinione pubblica e sul mercato (il sommo Dio). O anche "solo" (ed è una cosa grande) un momento di partecipazione, per sentirsi uniti, non sentirsi diversi, sentire di avere compagni di strada, qualcuno che ha i nostri sogni e cerca di vivere come noi. Non lo so, però io sono contenta di esserci stata, di aver sofferto il caldo, di aver consumato tre pacchetti di fazzoletti per quelle sventolate di polline provenienti dai Fori. Proprio contenta.

 

 

Resoconto partecipanti - Miluska

Salve, io ero alla manifestazione ma ho fatto solo due foto, e sono quelle che vi ho allegato.

Per quanto riguarda impressioni e critiche, be sebbene ce lo siamo fatti durare, il percorso era breve devo dire :P me lo aspettavo più lungo, anche se credo che non dipenda tanto da voi organizzatori alla fine...

Poi, in vita mia ho partecipato a poche cose del genere, una che ricordo era la manifestazione della pace anni fa, che ovviamente era più «corposa», e ricordo in particolare che in testa alla manifestazione vi era un furgoncino con le casse e la musica che trainava il corteo. Cioè penso che magari qualcosa del genere possa aiutare a coinvolgere maggiormente le persone o a svegliarle (dato che per il caldo stavamo tutti boccheggiando :P).

Apparte questo, per me la giornata del veggiepride è stata letteralmente FANTASTICA. 

 

 

 

 

 

 

Personalmente fino a sabato non conoscevo vegan o vegetariani in carne e ossa. Sabato invece non solo ho visto tante persone che condividono la mia scelta e di conseguenza mi sono sentita meno sola e ricaricata di energia positiva, ma poi ho fatto conoscenza con tante persone e con alcune ci ho passato moltissimo tempo (Sono tornata all'una di sera a casa) e ora siamo in contatto.:) Che dire sono davvero molto felice! Ovviamente ci sarò anche l'anno prossimo :)

 

 

 

Resoconto partecipanti - Vera

Per me è stata una bellissima esperienza; mi sono divertita molto nonostante il gran caldo e il sole che picchiava forte (credo sia stata una fortuna se non si è sentito male nessuno... io stavo per collassare, vi immaginate i titoli sui giornali? VEGANA SVIENE AL VEGGIE PRIDE - I COMMENTI DEL NUTRIZIONISTA a pag 18! Beh, almeno la stampa ci avrebbe degnati di nota).

Al concentramento, alle 14, c'era già un bel po' di gente, e col passare del tempo siamo diventati sempre più; tutti allegri, diversi, colorati e con tanto materiale: cartelli, striscioni, bandiere, magliette... c'era un'atmosfera di unione e di festa. Ho rivisto vecchi amici, conosciuto tante persone e finalmente ho potuto appiccicare una faccia ai familiari nick name frequentati sui forum per tanto tempo.

A dispetto del gran dispiegamento di forze dell'ordine (6 o più camionette della polizia e un cordone di agenti dall'inizio alla fine) il corteo è stato disciplinato e pacifico; formavamo una lunghissima fila di persone, e sebbene il tragitto fosse molto breve, ce lo siamo fatti durare a lungo.

Alla fine del percorso sono stati montati gli stand e i banchetti delle associazioni, e dopo un paio di ore ci siamo dispersi, chi per tornare a casa, chi per andare alle numerose cene organizzate per l'occasione, chi per prendere un gelato o un frullato vegan...

E' stata una bella manifestazione, hanno partecipato in tanti e anche se purtroppo pare non ci fossero né i giornali né la tv, spero che la cosa abbia avuto una risonanza sulle persone di passaggio. Personalmente mi sono sentita un po' isolata perché non conoscevo quasi nessuno, ma sono davvero contenta che finalmente sia stato organizzato qualcosa di «grosso» non dico al Sud, ma almeno al Centro. La maggior parte delle iniziative, per i meridionali, è in capo al mondo, ma ciò non significa che al Sud non ci siano vegani o che non siamo interessati a fare gruppo, anzi! Sarebbe ora di spostare l'asse degli eventi nazionali un po' più in basso di Milano, e magari anche oltre Firenze... Roma è un compromesso accettabile per tutti, in fondo, no? :)